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	<title>Museo di Palazzo Palazzo MocenigoBIFORE TRIFORE DORIFORE Archivi | Museo di Palazzo Palazzo Mocenigo</title>
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		<title>Mostra</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Aug 2018 12:44:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[BIFORE TRIFORE DORIFORE]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>La mostra BIFORE TRIFORE DORIFORE, è un percorso tra arte e scienza, storia e contemporaneità, che si snoda tra le sale di Palazzo Mocenigo, Casa Goldoni e del Museo del Merletto di Burano. [...]</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dal 3 giugno al 2 settembre 2018<br />
Venezia, Museo di Palazzo Mocenigo<br />
</strong></p>
<p><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-17460" src="http://mocenigo.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/08/divider-grigio-alternativo.png" alt="" width="912" height="9" srcset="https://mocenigo.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/08/divider-grigio-alternativo.png 912w, https://mocenigo.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/08/divider-grigio-alternativo-300x3.png 300w, https://mocenigo.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/08/divider-grigio-alternativo-768x8.png 768w" sizes="(max-width: 912px) 100vw, 912px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La mostra <em>BIFORE TRIFORE DORIFORE</em>, è un percorso tra arte e scienza, storia e contemporaneità</strong>, voluto dalla curatrice Chiara Squarcina. <strong>L’esposizione si snoda tra le sale di Palazzo Mocenigo, Casa Goldoni e del Museo del Merletto di Burano</strong>.</p>
<p><strong>REsi Girardello</strong>, collegandosi al lavoro manuale e tessile della tradizione-donna oramai soppiantata dall&#8217;industria, valorizza la preziosità delle sapienti tecniche che riprende con i materiali tipici dell&#8217;Industria, come i fili di rame ad uso elettrico che ricicla per realizzare le sue opere.</p>
<p>Il visitatore viene accolto nei Musei Civici per la mostra aperta in concomitanza con la <a href="http://mocenigo.visitmuve.it/it/eventi/archivio-eventi/biennale-del-merletto-2018/2018/06/17904/gli-appuntamenti-palazzo-mocenigo/" target="_blank" rel="noopener">Biennale del Merletto di Venezia</a>, con la <strong>maestosa opera <em>GAIA OmniaMundaMundis</em></strong>, grande costruzione in acciaio e tessuto di fili di rame, assenza di un corpo che rappresenta la Terra Madre.<br />
Una coperta per il mondo che ha impegnato nella realizzazione l’artista Resi Girardello per tre anni. La grande gonna della Dea, è auspicio per una soluzione dei problemi ecologici in atto e rappresentazione di un preciso scenario climatico positivo.<br />
L’opera <em>GAIAOmniaMundaMundis</em>, esposta nel Portego di Palazzo Mocenigo, prende spunto dai libri di James Lovelock<em> L&#8217;ipotesi di Gaia</em> e <em>La rivolta di Gaia</em> ai quali è ispirata la tessitura in rame con cui è modellata l’opera. L’autore sostiene che tutti gli esseri che abitano la terra sono parte di un grande ecosistema e contribuiscono a mantenere la la Terra-Gaia in uno stato vitale proteggendola da pericolosi cambiamenti climatici o chimici. Sulla superficie dell’opera, REsi ha scelto di rappresentare una delle tre mappe del globo riprese dagli studi dallo scienziato James Lovelock, pioniere dell’individuazione del climate change: la prima, quella più ottimistica rispetto alle possibili sorti climatiche del pianeta.</p>
<p>Durante l’azione performativa che l’artista porta avanti in ogni esposizione dell’opera, come una Penelope contemporanea, REsi imbastisce la terza mappa che evidenzia come l’aumento di 5 gradi della temperatura terrestre possa dare il via a una sorta di &#8220;deserto della vita&#8221;. L’artista non vorrebbe portare a completamento la tessitura della sua mappa, auspicando che lo scenario catastrofico non si verifichi mai.</p>
<p>Con le sue opere, dalla micro alla macro scala, REsi Girardello racconta <strong>storie di vita di ecosistemi tra spazi e territori, mappe in continua mutazione</strong>. Luoghi che rischiano di diventare inospitali, con conseguenti rotture di equilibri e micro-macro migrazioni, luoghi come importanza del rapporto tra creature e il loro spazio vitale, in connessione con i temi della Biennale di Architettura ora in atto a Venezia.</p>
<p>Protagonisti dell’esposizione sono anche gli <strong>animali in via di estinzione</strong>, predatori che divengono prede, e animali inventati senza utilizzare le tecniche di creazione degli OGM, ma semplici materiali di riciclo a volte organici.<br />
Celato dalla bellezza e dal luccicare dei materiali, il brulicare di un sottomondo fatto di elementi naturali, vegetali e animali degni di margini medievali, racconta la lotta per la sopravvivenza dagli esseri più piccoli alle storie di attualità del mondo.</p>
<p>Un panciotto, realizzato appositamente per la mostra, racconta tra i suoi decori, storie di difficoltà quotidiane di piccoli esseri che combattono per la loro sussistenza tra mondo vegetale e animale, oramai minacciati da OGM e pesticidi. Ad esempio, la dorifora, insetto infestante che si nutre delle parti aeree della patata, negli Stati Uniti è contrastato utilizzando una patata OGM, che è essa stessa insetticida, e avvelena l&#8217;insetto che di lei si ciba.<br />
Nell’opera <em>INSEX</em>, venti dorifore, tra bifore e trifore, riprodotte con le trame metalliche, tentano di accoppiarsi incuranti, sfidando la natura esterna sempre meno ospitale. Accovacciate tra i tendaggi dei saloni. Tessuti sfarzosi delle industrie del nord est, eternati nel materiale metallico, raccontano storie di fasti e decadenze e di vita comune di piccoli mondi.</p>
<p><strong>Le opere di Resi Girardello esposte a Burano e a casa Goldoni proseguono il percorso espositivo tra trame metalliche e indagine sui cambiamenti climatici</strong> che l&#8217;artista inizia a Palazzo Mocenigo; indagine artistico – scientifica sul climate change che l’artista porta avanti da più di 15 anni.</p>
<p>Realtà e apparenza, superficie e contenuto ancora una volta si confondono.<br />
Un tutt’uno tra artificiale e naturale, mondi in lotta tra equilibri e sopravvivenze, supremazie e migrazioni. Piccole crudeltà abitano i pizzi come margini medievali del contemporaneo. E la vita scorre tranquilla ma brulicante tra i drappeggi dei palazzi sonnecchianti, sicura e protetta, lontana dalle emozioni navali dei grandi Mocenigo, pur tuttavia affacciandosi ad un futuro tanto incerto quanto imprevedibile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>A cura di&nbsp;Chiara Squarcina</strong><br />
<strong>Progetto artistico di Resi Girardello</strong><br />
<strong>Organizzatore Alessandro Corona</strong></p>
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