Museo di Palazzo Palazzo Mocenigo

Palazzo Mocenigo

Servizi agli studiosi

Centro Studi di Storia del Tessuto e del Costume

Il Centro Studi di Storia del Tessuto e del Costume è stato istituito nel 1985 e ha sede a Palazzo Mocenigo di S. Stae, Museo ambientale del XVIII secolo e di Storia del Costume. Oltre a conservare le preziose raccolte, il Centro ha aperto nello stesso anno una importante Biblioteca specialistica sulla storia del costume e del tessile.

Si compone di ricche e articolate raccolte, materiali tessili e librari provenienti dal disciolto Centro Internazionale delle Arti e del Costume di Palazzo Grassi e dalle collezioni di Vittorio Cini, acquistate dal Comune di Venezia rispettivamente nel 1981 e nel 1985
Queste collezioni vengono ad affiancarsi alle importanti raccolte tessili dei Musei Civici di Venezia che, un tempo conservate al Museo Correr e Ca’ Rezzonico, hanno trovato sistemazione a Palazzo Mocenigo. Quest’ultimo nucleo collegato alla donazione, risalente al 1913, di tessuti e merletti di Michelangelo Guggenheim.

A partire dal 1986 il Centro ha organizzato cicli di lezioni sui temi relativi la storia del tessuto e della moda (“I tessuti nella storia”, 1986; “Questioni di moda”, 1987-88; “Arazzi”, 1989; “Stoffe stampate”, 1990; “Fantasia e tecnologia. Design e produzione dall’Ottocento ad oggi”, 1991; “Tessuti per l’arredamento”, 1992; “La moda a Venezia ai tempi di Carlo Goldoni”, 1993; “Motivi tessili tra simbologia e decorazione”, 1994; “Le trame del colore”, 1995). Le relazioni dei docenti sono pubblicate nei Quaderni del Centro Studi in vendita a Palazzo Mocenigo.

Raccolte del Centro Internazionale delle Arti e del Costume di Palazzo Grassi a Mocenigo.
Nel 1951 la società milanese SNIA Viscosa inaugurò a Venezia nella prestigiosa sede di Palazzo Grassi il Centro Internazionale delle Arti e del Costume. Non si hanno notizie precise di quando la collezione di tessuti antichi venne trasferita da Milano alla città lagunare, ma nei primi anni Sessanta la collezione era costituita da più di mille manufatti. Nel 1966 funzionari della SNIA decisero, di acquistare 7 tessuti copti e di acquisire 25 produzioni tessili provenienti dalla collezione Fortuny. Negli anni tra il 1974 e il 1980, le collezioni di Palazzo Grassi acquisiscono 200 abiti e accessori databili tra la fine del Cinquecento e il 1960, tra cui vesti italiane e orientali del Settecento e Ottocento, abiti ottocenteschi degli eredi Munaretti, l’abito da cerimonia indossato dalla regina Margherita nel 1879 (donato dall’ex re Umberto di Savoia), le donazioni di “cappellini” degli anni Trenta-Sessanta di Teresa Foscari e quella di modelli sartoriali e di alta moda di Anna Foscolo, Pia Sammartini Lanfranchi e Peggy Guggenheim. Per quanto riguarda gli oltre 1.000 esemplari dell’ex tessilteca di Palazzo Grassi, spiccano esemplari copti del VI e VII secolo riconducibili a manifatture egiziane e splendidi manufatti lucchesi dei secolo Tredicesimo e Quattordicesimo. Relativamente a questo nucleo la sezione di tessuti veneziani del Trecento e Quattrocento presenta un pregiato telo di lampasso broccato con decorazione animata da uccelli in trama d’argento, o un altro telo di velluto tagliato anch’esso ascrivibile a quelle manifatture che resero famosa la città lagunare. Per il Cinquecento ricordiamo un grande esemplare di damasco con motivo a melagrana di probabile fattura veneziana, dei pezzi fiorentini e velluti genovesi. Segue quindi un consistente numero di tessuti del Seicento che ben rappresentano la varietà di tecniche e tipologie decorative che distinsero Venezia in ambito europeo. Ricordiamo tra i tanti un piviale di velluto “soprarizzo”, un telo in velluto cesellato con gli strumenti della passione.

La collezione di tessuti di Vittorio Cini. Di eccezionale valore storico ed artistico è la raccolta di tessuti provenienti dalle collezioni di Vittorio Cini: 172 tra paramenti sacri, teli e parati datati dal XV al XVIII secolo, di fattura veneziana, toscana e lionese, con alcuni esemplari di Fiandra e Asia Minore. La collezione di tessuti è stata acquisita dal Conte Cini fra il 1936-1938, ma solo negli anni 1941-1942 Cini, consigliato da Nino Barbantini incrementa notevolmente la sua raccolta con l’acquisto di cento manufatti dall’antiquario Misano (teli, parati e paramenti sacri, dalle dimensioni inusate, che rendono questa collezione unica in Italia). La raccolta ospita esemplari che vanno dal Quattrocento al Seicento: tra i tessuti appartenenti al primo periodo vanno segnalati i velluti ad “Inferriata” o a “cammino”, a “griccia” e da varie tipologie tecniche quali il velluto tagliato, il cesellato, l’allucciolato. Tra i tessuti ascrivibili al Cinquecento si contano numerosi damaschi broccati di produzione fiorentina, velluti alto-bassi, paramenti sacri e strisce ricamate. Il Seicento è invece rappresentato da due bei velluti a piccolo rapporto, da una lunga serie di tessuti decorati con il motivo del fiore a stelo ricurvo, da parati con modulo decorativo ad ampie dimensioni ed infine da tessuti broccati dove la decorazione prelude al dinamismo che investirà la prima produzione tra il 1700 e il 1710. Sempre del Settecento sono presenti piviali e teli con motivi “dentelle” che imitano effetti tipici delle trine, numerose sete ornate con strani disegni detti “bizzarre”, una lunga serie di esemplari che rientrano nel naturalismo inaugurato da Revel, ed infine molti manufatti dove dominano le sinuosità della decorazione a “meandro”.

Tessuti e costumi provenienti dal Museo Correr e da Ca’ Rezzonico. Ricche e varie sono le collezioni provenienti dal Museo Correr, che comprendono materiali acquisiti per lo più negli anni a cavallo tra Ottocento e Novecento quando, nell’ambito della generale rivalutazione delle arti decorative, si diffuse l’interesse per questo settore. Nel 1887 parte di questo nucleo venne esposto a Roma in occasione dell’Esposizione Universale. Nel 1913 il nucleo originario di tessuti antichi si arricchisce della collezione di Michelangelo Guggenheim. Alla formazione del fondo del Museo avevano concorso anche i collezionisti-antiquari Ricetti e Marcato per i tessili mentre per i merletti ai numerosi esemplari donati da Guggenheim si aggiunsero quelli provenienti dalla ditta Jesurum, dai levi Morenos e da Gerolamo Camerino. La raccolta di tessuti si compone di più di 1.000 pezzi e conta 220 esemplari copti, stoffe e paramenti sacri datati tra il XIV e il XVII secolo, arazzi e merletti, tra cui alcuni tra i più citati nei testi di storia dell’arte tessile. Si tratta di frammenti e guarnizioni di tuniche spesso decorate con motivi vegetali, geometrici o con piccole figurazioni di animali, putti, ninfe. Nella stessa collezione si possono incontrare sciamiti del XII e del XIII secolo, degli esemplari lucchesi del XIV secolo di ottima fattura, alcuni velluti appartenenti al XIV-XV secolo e un bellissimo lampasso lanciato del XV secolo raffigurante l’Annunciazione alla Vergine. Famoso è un broccatello del XVI secolo decorato da un trofeo d’armi, che insieme a molti altri esemplari coevi danno un quadro completo della migliore produzione del periodo. Nutrita la serie di tessuti del XVII secolo, ricordiamo anche in questo caso i velluti che qui presentano sia per la prima come per la seconda metà del secolo una raffinata rassegna di manufatti estremamente pregiati. Per il XVIII secolo la raccolta annovera notevolissimi esempi della produzione francese e veneziana, per quest’ultima basti menzionare i famosissimi tessuti firmati dai fratelli Cavenezia.
Di notevole interesse è la collezione di abiti e accessori provenienti dal Museo Correr e da Ca’ Rezzonico, circa 800 pezzi che documentano per lo più la moda del Settecento. Si tratta di un’importante raccolta formatasi fra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento nel corso e degli anni con le donazioni fatte al museo cittadino da famiglie, antiquari e collezionisti tra i quali ricordiamo Valzer, Martinengo, Cantoni, Boldù, Costantini, Guggenheim, Levi. Fra i 175 accessori sono comprese borse, ventagli, cappelli, scarpe, guanti e altro, molti pezzi di ottima qualità se fattura; fra i tanti va ricordato il nucleo dei ventagli settecenteschi mentre fra le calzature degni di nota sono i “calcagnetti” del XV secolo. Veramente ricca la collezione di costumi, con numerose “andrienne” in buono stato di conservazione databili alla seconda metà del XVIII secolo. Altrettanto numerosi sono i completi maschili riconducibili al medesimo periodo, mentre la splendida serie delle marsine ricamate è ricca al punto che permette di tracciare il quadro completo dell’evoluzione di questa tipologia di vestiario dal Settecento all’Ottocento. Più di un centinaio di bellissimi gilet costituiscono, poi, la sezione più preziosa della collezione. Si trovano esemplari del 17640-1750 ma soprattutto moltissimi della seconda metà del secolo di ottima fattura e particolare bellezza. Particolarmente interessanti, infine, il nucleo di abiti dell’Ottocento con esemplari del periodo neoclassico, alcuni abiti infantili del Settecento e soprattutto le vesti di “procuratore” che per molto tempo furono esposte a Ca’ Rezzonico.