Dal 19 maggio all’8 novembre 2026
Venezia, Museo di Palazzo Mocenigo
A cura di Roberta Semeraro
Il mondo artistico di Mouna Rebeiz (Beirut, 1957) è dedicato alla celebrazione della bellezza e della sensualità femminile partendo dall’ideale delle “Tre Grazie”. Nei nudi ispirati all’iconografa classica Rebeiz declina il Classicismo con una sensibilità contemporanea dando vita a riflessioni sulla bellezza ideale. Attratta dai soggetti della pittura antica, nonché dai simboli, Mouna ha elaborato un ciclo pittorico dedicato al tarbouche: il tipico cappello che indossano tutt’oggi i maschi musulmani, risalente al XIV secolo e citato in numerosi dipinti e disegni veneziani.
Questo cappello conico, realizzato in lana o seta rossa e decorato da una fascia o da una piuma, si indossa da sempre in occasione di vari eventi ufficiali, sia politici che religiosi, in segno di rispetto verso gli anziani e le autorità.
Nelle opere di Mouna Rebeiz tale copricapo identifica provocatoriamente l’elemento distintivo di nudi femminili nella loro monumentale sensualità perché, come afferma l’artista, non è mai stato così importante riflettere a lungo sull’essenza stessa dell’“essere donna”, per citare la filosofa e psicoanalista Elsa Godard. Il tarbouche evoca, quindi, la pittura veneziana nei toni del rosso porpora, ma soprattutto pone l’accento sull’importanza simbolica degli accessori e sul loro subliminale significato che innesca inedite interpretazioni trasversali.
La mostra è visitabile con l’orario e il biglietto del Museo.