Dal 9 giugno all’11 novembre 2026
A cura di Chiara Squarcina, Nicoletta Braghin e Silvio Cattani
Lucio Andrich (1927-2003), artista agordino trasferitosi a Torcello negli anni Settanta, trovò nella seta un materiale ideale per sperimentare ed esprimere compiutamente la sua fervida poetica creativa.
I suoi pannelli serici, composti recuperando scampoli provenienti dagli scarti della casa di moda Missoni e dai campionari tessili di Como, testimoniano oggi una delle più originali espressioni dell’arte tessile veneziana del Novecento.
L’artista sceglieva colori, tagli e punti di ricamo per creare opere uniche, mentre l’atto pratico di realizzazione era affidato alla collaborazione della ricamatrice buranese Maria Tagliapietra, che sovrapponendo, tagliando e ricamando a mano le stoffe dava forma al prolifico immaginario di Andrich.
I soggetti raffigurati nelle sete spaziano da motivi puramente astratti e geometrici a leggende dolomitiche, o ancora animali e personaggi della laguna, unendo la personale memoria delle Dolomiti alla variegata vitalità veneziana.
L’esposizione al Museo di Palazzo Mocenigo vuole sottolineare il valore di queste opere tessili come esempio di ponte tra arte e artigianato, tra innovazione e tradizione, e offre al pubblico un’esperienza visiva e sensoriale unica che celebra il ruolo dell’artista come innovatore e custode della memoria.
In mostra è presente anche una piccola selezione di opere di Andrich non realizzate in seta, che documentano il suo talento poliedrico declinato attraverso eterogenei materiali e mezzi espressivi.
La mostra è visitabile dal 9 all’11 novembre con l’orario e il biglietto del Museo.