Museo di Palazzo Palazzo Mocenigo

Palazzo Mocenigo

NUOVI PERCORSI A PALAZZO MOCENIGO. Tra moda e profumo

Intervento G. Belli

 

I nuovi percorsi museografici di Palazzo Mocenigo rientrano nella strategia culturale avviata fin dal mio arrivo alla direzione della Fondazione Musei Civici di Venezia nel dicembre 2011, che, sul piano scientifico e programmatico, può delinearsi in tre grandi aree d’intervento, strettamente connesse le une alle altre: la conservazione e la valorizzazione delle sedi e delle collezioni storiche, i progetti espositivi, la ricerca.

Al momento del mio insediamento all’interno del vasto e articolato sistema museale della Fondazione molte erano le sedi in ottimo stato o già oggetto di interventi di vario tipo. Si pensi ai musei di Ca’ Rezzonico, del Merletto, di Storia Naturale o allo stesso Palazzo Ducale che, pur richiedendo un continuo impegno nell’ambito della conservazione, appare come un monumento al massimo del suo splendore. Diversa era la situazione per Ca’ Pesaro e Palazzo Mocenigo, che costituivano due grandi “temi” da affrontare nell’immediato. Ma, se nel primo caso la problematica – di tipo esclusivamente museografico – è stata brillantemente risolta anche con la preziosa collaborazione dell’architetto Daniela Ferretti, la sede di San Stae necessitava di un vero e proprio restauro conservativo, oltre che di una riorganizzazione delle collezioni.

Nel corso di questi mesi, grazie allo speciale contributo dell’architetto e scenografo di fama internazionale Pier Luigi Pizzi, il museo è stato dunque interessato da un’accurata operazione di restyling museografico che ne ha rivitalizzato e ampliato i percorsi, gli ambienti e le collezioni, rinnovandolo radicalmente. Arte, tessuti, arredi e una nuova straordinaria proposta, quella del profumo, ora s’intrecciano per suggerire originali prospettive e accostamenti, in un suggestivo connubio di contaminazioni e stimoli. Tutto ciò rappresenta certo un tributo alla storia, ma anche alla contemporaneità, all’interno di una nuova “filosofia di gestione” che, pur mantenendo inalterati i legami e il confronto con il passato, li reinterpreta secondo i linguaggi e le necessità che rispondono alle istanze del tempo presente. E non può essere altrimenti per un ambito, come quello manifatturiero, che in Italia oggi trova raramente luoghi di esposizione, eccezion fatta forse per Palazzo Pitti a Firenze.

Il Museo di Palazzo Mocenigo, si può affermare, ha cambiato “veste” – e mai metafora risulta forse più azzeccata – senza tuttavia cambiare la propria originale vocazione, ma anzi, rilanciandola partendo dalla storia della moda, del tessuto e del costume del XVIII secolo, per candidarsi a diventare un punto di riferimento in chiave “attuale” del collezionismo legato a questi settori e per stimolare non solo l’interesse degli addetti ai lavori e dei visitatori, ma anche delle industrie e dell’imprenditoria. È con questi obiettivi, uniti all’ambizione da parte della Fondazione di restaurare altri spazi del palazzo per dedicarli proprio alle collezioni della moda del ‘900, che il museo si aprirà anche a un fitto programma di incontri, dibattiti, mostre, presentazioni di oggetti e opere, a un insieme di attività e di proposte insomma, che lo renderanno sempre più bacino di un grande collettore… verso la “contemporaneità”.

Gabriella Belli (Direttore Fondazione Musei Civici di Venezia)